Il FMI apre alle criptovalute: Sarà la volta buona?

Antonio Maria Pironti

Trader professionista sul mercato valutario, indici e materie prime


Gita Gopinath

Gita Gopinath, capo economista del Fondo Monetario Internazionale, ha affermato che le criptovalute si stanno rivelando delle vere e proprie sfide per i mercati emergenti e che è necessaria una regolamentazione. Tuttavia, ha anche detto che questo processo potrebbe rivelarsi più complicato del previsto stante la natura decentralizzata delle stesse crypto. 

Il commento di Gopinath ha un buon tempismo in quanto i governi di diverse Nazioni sono in procinto di presentare una disegno di legge per regolamentare le criptovalute. Mentre altri come la Cina o l’India sembrano voler contrastare quanto più possibile questo fenomeno finanziario.

Per noi è una notizia bullish che chi vuole comprare criptovalute dovrebbe prendere in forte considerazione.

Gita Gopinath e le criptovalute: Cosa pensa il FMI? 

Invitata ad un evento del National Council of Applied Economic Research, Gita Gopinath ha affermato che: “Penso che le criptovalute siano una sfida particolare per i mercati emergenti. Sembrerebbe che le criptovalute siano più attraenti per i mercati emergenti rispetto alle economie sviluppate. Tuttavia, i mercati emergenti hanno controlli sui tassi di cambio, controlli sui flussi di capitale e le criptovalute possono avere un impatto importante su tutto questo”. 

La Gopinath ha poi proseguito dicendo: “La regolamentazione è assolutamente importante per questo settore. Se le persone lo usano come risorsa di investimento, allora le regole che ci sono per altri settori dovrebbero applicarsi anche per le criptovalute come Bitcoin”. 

Nello scorso settembre, la Cina ha vietato tutti gli exchange di criptovalute, dopo di che piattaforme come Bitmart e Biki sono fuggiti dal Paese. Nel frattempo, l’India sta ancora deliberando su un divieto equivalente.

Gina Gopinath è indiana, e proprio il governo dell’India aveva affermato di voler presentare un disegno di legge per vietare tutte le criptovalute private. Tuttavia, questo disegno di legge non fu più presentato. 

In seguito, altri funzionari, tra cui il ministero delle finanze Somanathan, hanno chiarito che le criptovalute non saranno ammesse come corso legale e che potrebbero essere autorizzate solo come attività finanziarie negoziabili e regolamentate. 

Ciò viene valutato alla luce di un dato molto importante. Sembrerebbe, infatti, che circa 20 milioni di indiani siano coinvolti nel settore degli investimenti in criptovalute. Ecco perché il governo indiano pensa che sia sempre più necessaria una regolamentazione di questi strumenti finanziari.

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Chi vuole vietare?

Michael Saylor – CEO di MicroStrategy, il più grande proprietario mondiale di Bitcoin – ha evidenziato come le criptovalute siano estremamente utili dal punto di vista del business: “A differenza del settore immobiliare, Bitcoin può essere trasferito oltre confine alla “velocità della luce” verso le giurisdizioni più favorevoli alle tasse”.

Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha anche spinto per una regolamentazione globale sulle criptovalute: “Per combattere le sue capacità decentralizzate di riciclaggio di denaro”.

A parte India e Cina, la maggior parte delle altre giurisdizioni ha escluso la volontà di vietare le criptovalute, manifestando la volontà di adottare un approccio normativo. In effetti, molti funzionari statunitensi vedono il divieto della Cina come un’eccellente opportunità per accogliere l’industria, capitalizzando sulla sua innovazione. Questi includono Ted Cruz, Hester Peirce e Pat Toomey, tra gli altri.

Anche Singapore ha scelto di non vietare. Il direttore di MAS Ravi Menon ritiene che le criptovalute potrebbero: “Portare a un ottimo risultato per l’economia e la società” e preferirebbe creare un quadro normativo dedicato in cui possono operare.


Antonio Maria Pironti

Trader professionista sul mercato valutario, indici e materie prime

Antonio Maria Pironti ha operato per anni nel settore del private banking a Londra. Tornato a lavorare in Italia, è consulente finanziario ed esperto di finanza, con particolare riferimento ai servizi d’investimento e alle operazioni di gestione di asset per conto di diverse fondazioni e studi di professionisti.

Antonio Maria Pironti ha operato per anni nel settore del private banking a Londra. Tornato a lavorare in Italia, è consulente finanziario ed esperto di finanza, con particolare riferimento ai servizi d’investimento e alle operazioni di gestione di asset per conto di diverse fondazioni e studi di professionisti.


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