Le spese e i documenti necessari per l’accensione del mutuo

Quando decidiamo di acquistare casa dobbiamo confrontarci con un passaggio delicato, quello nel quale decidiamo che tipo di mutuo accendere, con quale istituto di credito e a quali condizioni. Uno dei punti focali è legato alle spese che un mutuo ci costringe a sostenere: vediamo, dunque, quali sono quelle alle quali non possiamo proprio sottrarci.

Spesa principale per l’accensione del mutuo è quella legata all’istruzione della pratica di finanziamento e quella che serve a pagare gli accertamenti che servono per portare a termine la capacità di solvenza del richiedente. Questi costi sono compresi tra lo 0.1% e il 0.6% del totale richiesto come importo finanziato.

Altri costi sono quelli correlati alle perizie che devono essere effettuate per accertare il bene reale dell’immobile ipotecato. Poi ci sono le spese notarili, che comprendono l’onorario del professionista al quale dobbiamo obbligatoriamente rivolgerci per la stipula dell’atto e quelle applicate per l’incasso della rata. Non vanno dimenticati gli esborsi dovuti per gli eventuali incassi di mora, in caso di ritardo nel pagamento, e quelli determinati dall’imposta ipotecaria. Infine, possono rientrare nelle spese considerate “obbligatorie” anche i premi assicurativi da versare per le polizze incendio.

Anche sul fronte dei documenti, c’è poco da stare allegri, dato che la burocrazia non semplifica la già delicata fase di richiesta del finanziamento. Sebbene ogni banca possa avere le proprie regole, in genere esistono dei requisiti piuttosto comuni da dover dimostrare.

Nello specifico, si tratta di: un’autocertificazione relativa al proprio stato, alla cittadinanza e alla data e luogo di nascita, per dimostrare di possedere l’età massima o minima richiesta dal soggetto finanziatore; una busta paga in originale; un modello (in copia) della passata dichiarazione dei redditi; una copia del compromesso o del preliminare di vendita; una copia di tutti i documenti riguardanti l’immobile, planimetrie e visure catastali comprese; per i professionisti iscritti a qualche albo professionale, copia dell’attestato di iscrizione; per i lavoratori autonomi, un estratto fornito dalla Camera Commercio Industria e Artigianato.

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