I fondi obbligazionari: fondi comuni e investimenti in obbligazioni e titoli di stato

I fondi comuni obbligazionari prevedono che il patrimonio del fondo sia investito in obbligazioni e titoli di stato.

I fondi comuni obbligazionari si caratterizzano, a parità di altre condizioni, per un rischio di investimento superiore rispetto a quello dei fondi comuni monetari, ma inferiore se confrontato con quello dei fondi comuni azionari.

I costi dei fondi comuni obbligazionari sono solitamente costituiti dal costo di ingresso al momento dell’adesione al fondo (commissione di ingresso) e da commissioni di gestione annue.

I fondi comuni monetari

Nel caso dei fondi comuni monetari il patrimonio del fondo viene investito in titoli di stato (italiani ed esteri) e obbligazioni con vita residua non superiore ad un anno. I fondi comuni monetari possono annoverarsi tra le forme di fondo comune che comportano il minor grado di rischio (la breve durata dell’investimento permette al risparmiatore una buona protezione da eventuali variazioni dei tassi di interesse). In genere, i fondi comuni monetari possono peraltro essere smobilizzati in maniera piuttosto agevole e tornare sul conto corrente senza particolari problemi.

Di norma si osserva come i fondi comuni monetari non siano soliti presentare costi o commissioni di ingresso o di uscita, differentemente da quanto accade con altre tipologie di fondi comuni di investimento. Sono però comunemente previste delle commissioni di gestione, ovvero commissioni legate alla gestione del fondo.

In genere, i fondi comuni monetari tendono ad essere considerati come parcheggi momentanei per la liquidità piuttosto che come strumenti di investimento di medio o lungo periodo. Come alternativa ai fondi comuni monetari per parcheggiare la propria liquidità è spesso possibile considerare obbligazioni in euro provenienti da emittenti sicuri e con scadenza a breve termine, pronti contro termine bancari.

I fondi comuni bilanciati

I fondi comuni bilanciati prevedono che una parte del patrimonio del fondo venga investito in azioni ed un’altra parte in obbligazioni. E’ sul regolamento del fondo comune che sono esplicitate le percentuali del fondo investite in titoli azionari e obbligazionari.

Il rischio associato all’investimento in un fondo comune bilanciato è in qualche modo legato alle percentuali investite in azioni e obbligazioni; in linea di massima, al crescere della componente azionaria su quella obbligazionaria in un fondo comune bilanciato potrà osservarsi un aumento del rischio. A titolo esemplificativo, un fondo comune bilanciato che investa il 70% in azioni e il restante 30% in obbligazioni comporterà un rischio maggiore rispetto ad un fondo comune bilanciato che veda, a parità di altre condizioni, una ripartizione del patrimonio in 25% in azioni e 75% in obbligazioni.

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I fondi comuni flessibili

Al pari dei fondi comuni bilanciati, i fondi comuni flessibili comportano che una parte del patrimonio del fondo comune sia investita in titoli azionari ed un’altra parte in titoli obbligazionari.

Esiste però un’importante differenza tra fondi comuni flessibili e fondi comuni bilanciati. Nel caso dei fondi comuni flessibili, infatti, la società che gestisce il fondo dispone di completa autonomia decisionale in merito alla destinazione degli investimenti (in azioni o obbligazioni), non risultando vincolata a regolamenti che impongano percentuali di investimento specifiche (come nel caso dei fondi comuni bilanciati).

Potrà così accadere che in un certo periodo della vita del fondo comune flessibile questo preveda maggiori investimenti in titoli azionari mentre in un altro sia prevalente il ricorso al mercato obbligazionario.

I costi dei fondi comuni flessibili sono in genere costituiti da costi di ingresso al momento dell’adesione al fondo e costi di gestione annui.

I fondi di fondi

Con l’espressione fondi di fondi ci si riferisce a fondi comuni di investimento che prevedono che il patrimonio sia investito in altri fondi comuni.

Ricorrere a fondi di fondi comporta in genere un’ampia diversificazione dell’investimento. Tale diversificazione, infatti, non riguarda esclusivamente settori merceologici ed aree geografiche, ma avviene anche a livello di gestori. La scelta dei fondi su cui investire può avvenire in diversi modi, ad esempio sulla base di criteri oggettivi (quali rendimenti e valutazioni dell’andamento dei fondi forniti da società di rilevazione specializzate) o soggettivi.

In merito ai costi, può capitare che, oltre alle spese di ingresso, il sottoscrittore di un fondo di fondi debba sopportare doppie commissioni di gestione (le commissioni del fondo di fondi e quelle dei singoli fondi in cui il fondo di fondi decide di investire). Va ad ogni modo segnalato che si stanno diffondendo fondi di fondi che applicano una commissione unica, comprensiva di tutti gli elementi summenzionati.

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Etf, Exchanged Traded Funds: fondo comune azionario a gestione passiva

L’acronimo ETF mira ad identificare i cosiddetti Exchanged Traded Funds, un tipo di fondo comune azionario a gestione passiva.

Gli ETF si caratterizzano per il fatto di replicare in maniera fedele la composizione di un indice azionario o di un indice obbligazionario di riferimento.

Gli ETF sono quotati in borsa e vi è la possibilità di comprarli e venderli liberamente. Comprando un ETF non si pagano commissioni di sottoscrizione (come avviene per i fondi comuni di investimento classici) bensì una commissione di negoziazione (ovvero la commissione che si paga per la compravendita di qualsiasi titolo).

Acquistare fondi comuni: il Piano di Investimento di Capitale ed il Piano di Accumulo del Capitale.

Per effettuare un investimento in fondi comuni è in genere possibile ricorrere a due soluzioni distinte: effettuare l’investimento in un’unica soluzione o sottoscrivere un piano di risparmio, che comporta più versamenti successivi di minore entità.

L’investimento in fondi comuni effettuata mediante un versamento unico viene tradizionalmente chiamato Piano di Investimento di Capitale (o PIC). L’investimento rateale viene invece definito con l’espressione Piano di Accumulo del Capitale (o PAC).

Controllo e regolamentazione dei fondi comuni

I fondi comuni sono da considerarsi investimenti regolamentati, in quanto sottoposti a controllo da parte della Consob e della Banca d’Italia.

La Consob si occupa di controllare le informazioni fornite dalle società che si occupano di gestione dei fondi comuni (es. il Prospetto Informativo) e vigila sulla correttezza del loro operato. Tra i compiti che spettano alla Banca d’Italia si individua l’approvazione del regolamento dei fondi comuni e l’autorizzazione dell’attività alle Società di Gestione del Risparmio.

Fondi comuni: il rendiconto annuale

Il rendiconto annuale è un documento che illustra all’investitore dati e informazioni quali:

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Relazione del consiglio di amministrazione, ovvero un documento contenente una visione generale dei trend economici verificatisi nel corso dell’ultimo anno di esercizio.

Titoli in portafoglio, una lista con i titoli presenti in portafoglio e la parte di patrimonio tenuta liquida, l’andamento del fondo o dei settori in cui il fondo ha investito.

Bilancio annuale, con la presentazione del bilancio e i documenti che ne attestano la certificazione.

Rendimento storico dei fondi di investimento

I giornali specializzati si occupano di pubblicare periodicamente tabelle che illustrano il rendimento ottenuto dai fondi comuni con riferimento ad un determinato periodo di tempo.

Questi dati, se letti in maniera appropriata (confrontando tra loro fondi appartenenti alla stessa tipologia con riferimento ad un intervallo di tempo significativo), consentono all’investitore di farsi un’idea su come si sono comportate le società impegnate nella gestione dei fondi comuni nel tempo.

E’ bene ad ogni modo precisare che questi dati, pur essendo indicativi del modo in cui hanno operato i gestori dei fondi comuni relativamente ad un periodo di tempo definito, non comportano la sicurezza di rendimenti futuri, anche in vista della volatilità di mercati come quello azionario.

Vantaggi dei fondi comuni

In linea di massima, si osserva come i fondi comuni presentano alcuni interessanti vantaggi per il risparmiatore rispetto ad altre tipologie di investimento.

Ricorrendo ad un fondo comune d’investimento è possibile affidarsi a professionisti costantemente impegnati nella gestione del patrimonio loro affidato, dotati di adeguate conoscenze tecniche e dell’esperienza necessaria nel campo, oltre che di strumenti informatici e informativi ai quali difficilmente un singolo risparmiatore potrebbe fare riferimento.

I fondi comuni permettono inoltre una notevole diversificazione degli investimenti, elemento spesso fondamentale ai fini del frazionamento del rischio associato agli investimenti.

In genere i fondi comuni non richiedono la disponibilità di somme particolarmente ingenti per potervi accedere; ricorrendo ad un Piano di Accumulo di Capitale (PAC) è peraltro possibile acquistare un fondo versando periodicamente una somma di denaro anche contenuta.

 

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