I finanziamenti a fondo perduto sono delle forme di prestito non convenzionali, fondamentalmente dedicate ai giovani e a categorie particolari di persone, con reddito basso, giovani che vogliono dedicarsi ad un progetto avvincente, disoccupati che hanno il desiderio di aprire un’attività imprenditoriale.
Gli enti cui fare riferimento periodicamente per accedere a questo tipo di finanziamento sono le Regioni, i cui consulenti e dirigenti preposti valutano la bontà e la consistenza del progetto presentato nonchè l’appartenenza dei requisiti del richiedente che viene inserito nelle graduatorie.

Per finanziamento a fondo perduto, quindi, s’intende una forma di credito che non debba essere rimborsato: per questo è solitamente destinata a particolari categorie che posseggono determinati requisiti stringenti. La Regione infatti periodicamente stanzia una certa somma di denaro il cui importo è proporzionale all’entità del progetto presentato; il denaro deve, ovviamente, interamente essere destinato per il progetto stesso e nel piano d’impresa da presentare alla Regione, una stesura articolata del progetto imprenditoriale che si ha in mente di realizzare, deve essere specificata chiaramente la ripartizione della destinazione della somma.

Oltre alle Regioni, anche le Province e gli enti pubblici possono erogare credito anche per sostenere un settore economico il cui sviluppo va incentivato o per creare nuove risorse per il territorio a vantaggio dell’ente stesso. I fondi presi in prestito possono quindi essere impiegati per l’acquisto di beni mobili e immobili, corsi di formazione, macchinari, cancelleria, computer e in tutti i mezzi che l’attività richiede e che sono necessari e utili allo svolgimento della stessa. Nella presentazione del progetto è sempre bene articolare dettagliatamente il piano d’impresa e le proiezioni circa l’andamento della stessa.

Condividi questo articolo

Esperta di Economia e Investimenti. Il mio lavoro è scrivere scrivere e ancora scrivere. Cercami su Google + e leggi tutti i miei post!