Attacco all’Italia. La Consob ha chiesto informazioni all’istituto tedesco sulla recente vendita dei titoli di Stato italiani. Dalla banca fanno sapere che «certamente coopereremo con l’authority». Oggi il capo del Tesoro incontra Juncker.

Sull’Italia «si riflettono tensioni derivanti da incertezze internazionali», ma la situazione dei mercati sarà costantemente monitorata. È quanto si legge nel comunicato conclusivo della riunione del Comitato che si è riunito al Tesoro con il ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, e i rappresentanti della Banca d’Italia, Consob e Isvap.

Il Comitato – si legge – ha convenuto sull’opportunità di continuare a mantenere sotto costante osservazione la situazione». La riunione, pur essendo un appuntamento periodico, assume particolare rilevanza in questo momento, in cui il mercato italiano accusa grandi difficoltà. Il comparto bancario, in particolare, appare sotto pressione, nonostante le ricapitalizzazioni dei maggiori istituti, la limitata esposizione verso i paesi europei periferici e i buoni risultati ottenuti agli stress test. Con la giornata di ieri (la Borsa di Milano ha chiuso a -2,53%), la capitalizzazione delle società quotate a Piazza Affari è scesa sotto i 400 miliardi di euro: aumenta, così, il rischio di scalate ostili ai danni delle società italiane. Tra i gruppi tecnicamente scalabili rientrano i due principali istituti bancari del paese: Intesa Sanpaolo e Unicredit, la cui capitalizzazione di Borsa si è ridotta rispettivamente a 23,5 e a 22,7 miliardi. Attaccabili sono anche il colosso delle assicurazioni Generali (19,6 miliardi) e Telecom Italia (15,5 miliardi).
Il rischio è alto. Oggi il ministro dell’Economia andrà in Lussemburgo per incontrare il presidente dell’Eurogruppo Jean-Claude Juncker. Negli ultimi giorni sono fitti i contatti tra il capo del Tesoro italiano e i colleghi europei. Il titolare di via XX Settembre – da quanto si apprende – avrebbe avuto una serie di scambi d’opinione anche con il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble e il ministro francese dell’Economia Francois Baroin.
Intanto, la Consob ha chiesto informazioni a Deutsche Bank sulla recente vendita di Btp italiani. Ieri, nel corso di un’interrogazione in commissione Finanze della Camera, il sottosegretario all’Economia Bruno Cesario ha spiegato che l’Authority che controlla le società quotate in Borsa «ha precisato che in attesa di ricevere i citati elementi informativi, segue con attenzione e continua a svolgere il monitoraggio in ordine all’evolversi della vicenda». In pratica, la Commissione nazionale per le società e la Borsa ha avviato accertamenti attraverso il monitoraggio degli scambi. La Deutsche Bank, ha aggiunto Cesario riportando le notizie fornite da Consob, «è uno specialista in titoli di Stato italiani, la cui attività sul mercato primario e secondario, è oggetto di osservazione e misurazione svolta con continuità. In tale ambito, essa ha fornito e fornisce un contributo importante al classamento dei titoli di Stato e al mantenimento della liquidità del mercato». Secondo il regolamento in vigore, ogni specialista in titoli di Stato italiani si impegna a sottoscrivere un quantitativo minimo di titoli in asta (3 per cento su base annua) e a garantire un’operatività qualificata sul mercato secondario. Per quanto riguarda la cessione di titoli di Stato, sentito l’operatore stesso, si è appreso che essa è avvenuta per riequilibrare l’esposizione al debito italiano ai valori storici, dopo che con l’acquisizione di Postbank, avvenuta a fine 2010, si era registrato un picco. Pertanto, l’acquisto di credit default swap (Cds) da parte di Deutsche Bank, riportato sia in articoli di stampa che nell’interrogazione, deve inquadrarsi in un comportamento proprio degli operatori finanziari, che nello svolgimento della loro attività, vogliono garantirsi contro ogni possibile rischio di credito, tenuto conto che i titoli italiani sono comunque presenti nel portafoglio titoli della banca tedesca.
Ricordiamo che Deutsche Bank ha ridotto l’esposizione netta al rischio sovrano dell’Italia, secondo cui è passata da un valore di 8,01 miliardi, al 31 dicembre 2010, a 997 milioni del 30 giugno 2010. Alla luce di questa vendita., lo scorso 29 luglio la Consob ha formulato richieste informative finalizzate in particolare ad acquisire, i dati di dettaglio relativi all’evoluzione dell’esposizione nei confronti dell’Italia nel periodo compreso tra il primo gennaio e il 30 giugno 2011, distinguendo tra titoli di Stato e prodotti finanziari derivati collegati; l’incidenza sull’esposizione nei confronti dell’Italia; il dettaglio delle operazioni poste in essere da Deutsche Bank su titoli di Stato emessi dall’Italia e sui relativi strumenti finanziari derivati collegati, associati alla riduzione dell’esposizione netta riportata nell’interim report, nonché la sede di esecuzione delle suddette operazioni. Insomma, si sta indagando su operazioni poco chiare sul nostro debito messe a punto da Deutsche Bank. Dall’istituto tedesco fanno sapere che «certamente Deutsche Bank coopererà con la Consob».

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fonte (ilriformista.it)

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