Il periodo di durata di un mutuo è estremamente variabile

Sebbene di solito vada da un minimo di venti anni ad un massimo di quaranta, attestandosi intorno ad una media di venticinque o trent’anni.

Nello specifico, tuttavia, vorremmo parlare delle caratteristiche che hanno i mutui di lunga durata, diciamo appunto quarantennali e, magari, a tasso variabile.

Il vantaggio che immediatamente salta agli occhi è costituito dalla possibilità di una rata molto bassa, soprattutto in una fase iniziale e, nello specifico, in questi mesi, durante i quali i tassi d’interesse stanno facendo registrare degli importanti minimi storici.

Tuttavia, stiamo sempre decidendo di stipulare un finanziamento dalla durata notevole, con un tempo di restituzione assai lungo e, di conseguenza, dall’imprevedibile andamento del mercato.

Quello che poteva sembrare essere un vantaggio si trasforma, dunque, in un inevitabile problema a causa proprio della durata del prestito. Purtroppo è molto facile ritrovarsi a pagare, magari dopo dieci anni, una rata ben più alta di quella che si era messo in conto all’inizio, per cui è una soluzione che potrebbe essere presa in considerazione solo da chi, nel corso del tempo, è convinto di poter far fronte senza difficoltà a interessi maggiorati.

Accade che, inevitabilmente, l’immobile per il quale è stato chiesto il finanziamento sarà pagato quasi il doppio del prezzo originario, una volta che alla banca verrà restituito tutto il capitale imprestato all’accensione del mutuo.

Pertanto, meglio decidere per tassi fissi, se i mutui sono di lunga durata; oppure studiare qualche alternativa mescolando prodotti a tasso fisso e a tasso variabile, così come proposto da alcuni istituti di credito.